Nosofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di ammalarsi o diventare un paziente. E’ conosciuta anche come nosemafobia.

Coloro che patiscono di questo disordine molte volte son chiamati in modo sbagliato ipocondriaci. L’ipocondria è un disordine in cui la persona è convinta di patire malattie. La nosofobia è stata considerata con frequenza come un caso ristretto di ipocondria, poiché la persona ha il timore alla malattia, ma non è convinta di patirla. I nosofobici, seguendo la classifica del DSM-IV, avrebbero diagnosi di ipocondria. Tuttavia, empiricamente la differenza tra l’autentica ipocondria e la nosofobia sembra essere chiaramente stabilita. La paura dell’ipocondriaco della malattia è diversa nei seguenti aspetti:
– Mentre gli ipocondriaci non considerano che la loro paura sia eccessiva né irrazionale, i fobici si.
– I pazienti ipocondriaci non temono di contrarre una malattia nel futuro (come invece fanno i fobici) ma di averla già contratta, di averla e che non sia stata fatta una diagnosi.
– I pazienti ipocondriaci non evitano i medici e gli ospedali, né presentano risposte di ansia immediata andando incontro ai precedenti.
In qualsiasi caso, diversi studi fattoriali hanno trovato che esistono due diverse dimensioni nell’ipocondria, la nosofobia da un lato e la convinzione della malattia dall’altro. Esistono evidenze che le terapie di condotta e di esposizione sarebbero più efficaci nei pazienti fobici mentre i trattamenti centrati su cambiamenti cognitivi funzionerebbero meglio con quei pazienti che sono convinti di patire la malattia.

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