Parturifobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di partorire. E’ conosciuta anche come locquiofobia, maieusifobia o tocofobia.

Nel anno 2000, un articolo pubblicato nel British Journal of Psychiatry (2000, 176: 83-85) descrisse la paura di partorire come un disordine psicologico, quando prima di allora aveva ricevuto poca o nessuna attenzione.
La fobia della nascita di un bambino, come qualsiasi altra fobia, può manifestarsi tramite un numero di sintomi che includono gli incubi, difficoltà di concentrarsi sul lavoro o in attività familiari, attacchi di panico e sofferenze psicosomatiche, con frequenza la paura del parto porta ad un consulto per fare un taglio cesareo per scelta. La paura dei dolori del parto è fortemente associata alla paura del dolore in genere; un parto previo in cui siano sorte complicanze o nel quale il dolore no si stato alleviato convenientemente possono anche provocare lo sviluppo di questa fobia.
Attualmente vi è un dibattito tra la comunità ostetrica e psichiatrica sulla questione se una donna ha il diritto di scegliere il modo di partorire ovvero il diritto delle donne di chiedere il parto cesareo o enfatizzare i metodi disponibili per aiutarle a recuperarsi di un parto vaginale. Studi preliminar svedesi e finlandesi dimostrano i risultati della terapia durante la gravidanza, quando più della metà delle donne ritira la richiesta dopo essere state in grado di discutere delle loro ansie e paure e i parti vaginali furono un successo dopo questa.
La parturifobia è un disordine psicologico stressante che può essere sorvolato dai professionisti della salute, come qualsiasi altra fobia specifica o disordini di ansietà, a parturifobia può associarsi alla depressione di stress postraumatico. Riconoscere la parturifobia e intavolare un rapporto stretto con le ostetriche e altri specialisti può aiutare a ridurre la sua severità e assicurare un trattamento efficiente.

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