Dextrofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata degli oggetti che si trovano alla destra del proprio corpo. Esiste poca informazione su questo argomento. Ci sono studi che hanno trovato in casi rari che pazienti che si stanno ricuperando dalla chemioterapia sviluppano una disfunzione nella loro mente. In alcuni casi, le menti di queste persone sono tanto alterate che presentano molte abitudini curiose. Una di queste è la dextrofobia.
L’unico caso conosciuto di dextrofobia negli Stati Uniti accade in 1957, quando un paziente di cancro sviluppa abitudini anormali dopo di essersi sottoposto a trattamento di chemioterapia. Il nome di questo paziente era Rudolph Dexterfield. Dopo che Dexterfield iniziò la terapia per tentare di liberarsi da quegli abitudini che si erano radicati in seguito alla chemioterapia, fu in grado di ricuperarsi da tutti tranne che da uno. Diceva si sentire ancora una paura inusuale degli oggetti situati alla sua destra. I dottori furono incapaci di trovare alcuna informazione su quella fobia, così la nominarono dal loro paziente, da qui il nome dextrofobia. Molti anni dopo furono in grado di spiegare altri casi in tutto il mondo con questa fobia. Esiste un’organizzazione che si chiama Dextrofobia Council of America che tenta di parlare con pazienti che patiscano di dextrofobia e tenta di aiutarli a guarire della loro fobia. Tentano di collocare oggetti sempre più grandi alla destra del corpo dei pazienti e di questa maniera la paura eventualmente si erode. Ad esempio, molti pazienti si sentono sufficientemente sicuri come per trattare con oggetti di misure medie situati a destra, come attaccapanni o aspirapolvere. Altri di maggior successo riescono ad aver a che fare con oggetti più grandi, come le automobili.
Esiste una terapia basata su luci colorate, nella quale s’illumina una parte del corpo del paziente cercando così di bilanciare le auree e l’energia del corpo.
Si veda anche levofobia.

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